Il mare di Gabriele.
Istituto Italiano di Cultura di Madrid

Presentazione

“Il mare di Gabriele” di Francisco Josè Fernandez
Era un pomeriggio di pioggia del 2 aprile 1887 a Roma, durante un concerto del Circolo artistico in via Margutta. In quell’occasione, D’Annunzio conobbe Elvira Natalia Fraternali in Leoni che ribattezzò “Barbara” e che divenne la sua musa ispiratrice. Tanto che pare abbia ispirato anche il personaggio di Elena Muti nel famoso romanzo Il Piacere
Lei, donna colta ed indipendente, era arrivata per ultima, un cappello ancora imperlato d’acqua, gli occhi che brillavano di quell’intelligenza un po’ inquieta che chiunque, a distanza di pochi minuti, riconosceva come il suo tratto più audace.

D’Annunzio l’aveva notata subito: «Ecco una donna che non teme di guardare», avrebbe confidato più tardi a un amico.
Barbara, invece, raccontò di aver percepito la presenza del poeta prima ancora di vederlo. Lo sentì ridere — quella risata morbida, un po’ teatrale, che sembrava precedere le frasi più studiate — e quando le fu presentato, lui si inchinò appena, come se si aspettasse che lei sapesse già chi fosse.

Fu in quel gesto che iniziò tutto: un filo sottilissimo, ancora innocente, ma destinato a diventare una corda tesa tra due destini irrequieti.

Si dice che il primo vero scambio privato tra i due sia avvenuto attraverso un volume di poesie di François Coppée. Barbara lo stava sfogliando quando trovò, tra due pagine, un bigliettino del poeta:
«Perché queste pagine restano mute davanti a te, mentre io non so farlo?»

La loro relazione fu, come molti amori dannunziani, un intreccio di desiderio e scontri. Barbara era una donna insofferente ai ruoli imposti; Gabriele un uomo che desiderava plasmarla. Eppure, tra i due, nessuno dominava davvero.
Nei giorni migliori, vivevano un’intesa intensa e passionale fatta di parole scritte all’alba, telefonate rubate, fughe improvvise verso il mare.

E proprio il mare, con il suo moto inquieto e irresistibile, divenne il loro rifugio simbolico. Davanti alle onde si concedevano una tregua: lui smetteva di recitare, lei smetteva di difendersi.
Forse per questo, negli appunti privati, d’Annunzio arrivò a chiamarla «la mia Barbara marina».

Questa storia — fatta di passioni, fragilità, sfide e dolcissime insubordinazioni — è il terreno da cui nasce il cortometraggio del regista Francisco Jose Fernandez Il mare di Gabriele ispirato al carteggio tra d’Annunzio e la Leoni
Ambientato su un trabocco nel nostro mare d’Abruzzo sulla Costa dei Trabocchi che sono antiche macchine da pesca su palafitte di legno, costruite su scogli che si protendono verso il mare tramite dei bracci chiamati “antenne”

Questo cortometraggio è dunque un ritratto emozionale, un invito a entrare nelle correnti di un amore che, come il mare, non si lascia mai afferrare del tutto.

Un amore che continua a vibrare tra le onde, tra le righe, tra le immagini, tra i ricordi
La presentazione di questo mio progetto nell’ambito dell’evento RADICI E ROTTE, L’ABRUZZO A MADRID nel teatro dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, è il filo con cui ho voluto unire la mia regione, la mia città Pescara e me alla Spagna e alla meravigliosa città di Madrid.

Progetto

Un viaggio immersivo nell’universo di Gabriele d’Annunzio, esplorando il labirinto delle sue passioni e contraddizioni attraverso l’intensa storia d’amore con Barbara Leoni, sullo sfondo dell’Eremo Dannunziano.

Progetto “Il Mare di Gabriele”

Il Mare di Gabriele” è un cortometraggio che esplora la complessità della relazione tra Gabriele d’Annunzio e Barbara Leone, un rapporto intriso di passione, arte e conflitto, ambientato in un contesto naturale di straordinaria bellezza: la costa dei trabocchi e l’Eremo dannunziano in Abruzzo. Diretto da Francisco Jose Fernandez, il film si propone di mettere in luce non solo la vita del poeta, ma anche il legame profondo tra la Regione Abruzzo e la Spagna, attraverso l’amore che il regista nutre per le due nazioni; la Spagna, che gli ha dato i natali, e l’Italia, che ha scelto come sua seconda patria con la residenza a Pescara, in Abruzzo, da oltre quarant’anni.  Attraverso la narrazione, si mettono in risalto i legami storici e artistici che uniscono queste due terre, invitando lo spettatore, attraverso un dialogo culturale, a riflettere sull’universalità delle emozioni e delle esperienze umane.

La scelta della costa dei trabocchi e dell’Eremo dannunziano come luogo non è casuale. Questi luoghi, simboli della cultura e della storia abruzzese, fungono da cornice ideale per la narrazione. La bellezza selvaggia del mare e la maestosità dei trabocchi si intrecciano con le parole di d’Annunzio, creando un’atmosfera che amplifica l’intensità emotiva della storia.

Al centro della narrazione c’è la relazione tumultuosa tra Gabriele d’Annunzio e Barbara Leone, una figura chiave, che ha influenzato profondamente la poetica del Vate. Attraverso dialoghi evocativi e momenti di grande introspezione, il cortometraggio esplora i temi dell’amore, del desiderio e della libertà, mostrando come la personalità di Barbara si intersechi con la vita e l’arte di d’Annunzio.

La cinematografia del cortometraggio gioca un ruolo cruciale nel trasmettere l’atmosfera della storia. Le riprese panoramiche della costa, abbinate a una colonna sonora evocativa, accompagnano lo spettatore in un viaggio sensoriale, che amplifica la poesia delle parole di d’Annunzio. La scelta dei colori e delle luci riflette il passaggio delle stagioni, simbolizzando il fluire del tempo nell’amore e nella creazione artistica.

“Il Mare di Gabriele” non è solo un cortometraggio biografico, ma un’opera che invita il pubblico a esplorare la complessità dei sentimenti umani e il potere dell’arte. Attraverso la lente di d’Annunzio e Barbara Leone, il film racconta una storia di passione e conflitto, che risuona ancora oggi, celebrando la bellezza dei luoghi e delle relazioni che ci definiscono.

In conclusione, “Il Mare di Gabriele” si presenta come un’opera intensa e poetica, capace di fondere la storia personale con quella collettiva, creando un ponte tra Abruzzo e Spagna, tra passato e presente. Con la sua narrazione avvincente e la sua estetica raffinata, il cortometraggio promette di lasciare un’impronta duratura nel cuore del pubblico.

Il progetto si propone di creare una connessione cinematografica e artistica ed emozionale tra l’Italia, l’Abruzzo e la Spagna in occasione del progetto, che vedrà la Regione Abruzzo, Ospite d’Onore delle celebrazioni della Festa della Repubblica Italiana, il prossimo 2 giugno, presso l’Ambasciata d’Italia in Spagna, e le cui iniziative continueranno per l’intero anno 2025, a testimonianza della forza e della bellezza della nostra Regione.

Se il progetto cinematografico troverà copertura finanziaria da parte della Presidenza del Consiglio Regionale d’Abruzzo, il cortometraggio IL MARE DI GABRIELE verrà proiettato, in data da stabilirsi, in lingua italiana, con sottotitoli in lingua spagnola, alla presenza del regista FRANCISCO JOSE’ FERNANDEZ, dell’attrice protagonista ILARIA CAMPLONE, e degli attori di fama internazionale GIANCARLO GIANNINI e GIULIANA DE SIO, che hanno interpretato le voci fuori campo di Gabriele d’Annunzio e Barbara Leoni.

Dopo la proiezione seguirà una tavola rotonda con il regista e gli attori, a cui interverrà IGNACIO PEYRO’, DIRETTORE DELL’ISTITUTO CERVANTES DI ROMA. Giornalista, scrittore e traduttore, insignito del premio giornalistico FIES dal Re di Spagna.

L’evento si concluderà con una riflessione collettiva su come l’amore, la morte e la creatività continuino a intrecciarsi nel nostro tempo, invitando il pubblico a condividere le proprie esperienze e punti di vista. La tavola rotonda non sarà solo un momento di discussione, ma un’opportunità per esplorare le profondità dell’animo umano attraverso la lente di uno dei più affascinanti poeti italiani.

SINOSSI

Il mare di Gabriele è un film del 2018, in cui si narra la breve, ma intensa esperienza, nel molteplice universo del Vate, con i suoi labirinti e contraddizioni. Da un lato l’aviatore spavaldo, dall’altro l’amante estremo ed appassionato con la ricostruzione di eventi e personaggi.

Nel ritmo della narrazione oltre alle suggestioni del Volo su Vienna, a distanza di cento anni, l’intento del regista è quello di focalizzare il film sulla tormentata vicenda sentimentale con Barbara Leoni. Un amore documentato da un vibrante epistolario che ebbe come sfondo anche l’Eremo Dannunziano di   San Vito Chietino. Qui, fra i trabocchi ed un Abruzzo ancora selvaggio, il Vate scrisse uno dei suoi più celebri romanzi: Il Trionfo della Morte. Pubblicato nel 1894, narra appunto dell’amore autodistruttivo fra Giorgio Aurispa e Ippolita Sanzio, con evidenti riferimenti biografici, sino alla finzione letteraria che porta al suicidio dei due amanti gettandosi dal precipizio dell’Eremo. Nella ricca sceneggiatura di Stefano Pomilia e Francisco J. Fernandez rivivono atmosfere, emozioni e dialoghi sussurrati fra il mare e gli uliveti con i ricordi di Barbara Leoni per quell’amore ormai distante negli anni, forse il più importante del Poeta.

 TRAILER

 https://vimeo.com/303763813

REGIA

  • Francisco Josè Fernandez
    Frequenta l’Accademia d’Arte Drammatica. Risiede in Europa e in America, prima di stabilirsi ad Oxford, dove approfondisce i suoi studi sulla cinematografia. Nel 1981 si trasferisce in Italia e si naturalizza.
  • Regia, Soggetto, Sceneggiatura di TI VOGLIO BENE EUGENIO Lungometraggio con Giancarlo Giannini, Giuliana De Sio, Jacques Perrin.
  • David di Donatello 2002 al miglior protagonista maschile (G. Giannini), miglior regista (opere prime e seconde) e miglior protagonista

SCENEGGIATURA

  • Francisco Josè Fernandez e Stefano Pomilia

ATTORI PROTAGONISTI

Ilaria Camplone: Barbara Leoni Attrice abruzzese classe ’93. Si è formata per anni a Roma, e ha iniziato a lavorare molto giovane grazie a varie produzioni del Teatro Stabile d’Abruzzo, che le hanno aperto le porte per altre produzioni e tournée nazionali. Ha preso parte anche a varie serie televisive come “Provaci ancora prof”, “Una grande famiglia” e “I Cesaroni”. Attualmente vive e lavora in varie produzioni teatrali a Madrid.

Matteo De Angelis: Gabriele d’Annunzio è un giovane attore italiano. Ha partecipato a vari progetti sia in teatro che al cinema, guadagnandosi l’attenzione del pubblico e della critica.

Angelo Del Vecchio è un attore con una carriera consolidata nel teatro e nel cinema. Ha recitato in numerosi spettacoli teatrali e film tra i quali 2024 Serie TV “La regola del gioco” – Regia di Andrea Molaioli 2024 Cortometraggio “Per un po’” – Regia di Peter Ranalli 2024, Arcunt Cinespettacolo – Regia di Milo Vallone 2022, Fiction “Vita da Carlo 2” Regia di Carlo Verdone – Valerio Vestoso 2022, Film “Tina Anselmi” – Regia di Luciano Manuzzi 2022, Film “La Stranezza” Regia di Roberto Andò 2022, Fiction “Il Patriarca” regia di Claudio Amendola.              

 VOCI FUORI CAMPO

  •  Giancarlo Giannini: Gabriele d’Annunzio
  •  Teresa De Sio: Barbara Leoni

RASSEGNA STAMPA

ONORIFICENZE E PREMI

Il film “Il mare di Gabriele” di Francisco José Fernandez ha ricevuto una buona accoglienza di pubblico e di critica, ed ha ottenuto diverse onorificenze e premi. Ecco alcune informazioni rilevanti:

ll film è stato proiettato al Vittoriale degli Italiani, il complesso monumentale sul Lago di Garda dove sorge la casa di Gabriele d’Annunzio.

Vincitore del Festival BLAZING SUN INDEPENDENT FILM SHORTS FESTIVAL 2020.

Galleria fotografica